fbpx

Gite fuori porta, tavole ricolme di cibo, fuochi d’artificio che scandiscono la nottata passata in spiaggia insieme agli amici, tra un falò e canzoni strimpellate alla chitarra cantate a gran voce, accompagnati da bevande che inebriano e ravvivano gli spiriti. Questi sono i momenti che vengono in mente quando si pensa al Ferragosto: per molti la festività che marca la fine dell’estate e il ritorno alla quotidianità dopo le meritate vacanze, per altri (più fortunati) il sogno e la celebrazione della notte di mezza estate oltre la quale non si rientra subito a casa o in ufficio.

Il Ferragosto che festeggiamo è questo, ma probabilmente non tutti siamo a conoscenza della storia, delle leggende, del fascino intimamente sacro e profano, e dunque umano, di questa festività.

Significato religioso del Ferragosto

Se avessimo la possibilità di viaggiare nel tempo nella Roma del 18 a.C., ad esempio durante il mese di agosto, potremmo assistere allo spettacolo di una città agghindata a festa, gremita di persone che affollano le piazze assistendo con fervore alle molteplici corse di cavalli e animali da tiro organizzate per le celebrazioni delle Augustali; istituiti, come dice il nome, dall’Imperatore Augusto, segnavano la fine di un anno di fatiche e duro lavoro, e prendevano spunto dalle antiche tradizioni dei Consualia, i festeggiamenti pagani di fine raccolto in onore del dio Conso, dio dei granai e degli approvvigionamenti.

Tradizioni del Ferragosto nelle regioni italiane

L’antica tradizione pagana è stata poi nel corso dei secoli accorpata in un solo giorno e ribattezzata come festività cristiana. Di qui, il 15 agosto è la data che celebra e simboleggia l’ascesa della Vergine, con anima e corpo, verso il cielo, un evento che ha portato alla luce tradizioni secolari come il Palio dell’Assunta, più noto al grande pubblico come Palio di Siena; tenutosi dal 1663 il 16 di agosto, il quale vede protagonista diciassette contrade che, in una giostra equestre medievale, si contendono l’ambito Palio nella storica piazza senese, Piazza del Campo. Spostandosi dalla Toscana alle Marche, nella cittadina di Fermo, si potrà invece assistere a una delle rievocazioni storiche più antiche d’Italia: la Cavalcata dell’Assunta, festività che si celebra sin dal lontano 1182.

Nonostante la tradizione del palio sia molto diffusa in tutta la penisola, si trovano anche altre ricorrenze per onorare l’Assunzione della Vergine: a Sassari, in Sardegna, si tiene la Faradda di li candareri (la discesa dei candelieri), una processione così prestigiosa da essere inserita nel patrimonio culturale immateriale dell’umanità dall’UNESCO. Tra porceddu, culurgiones (tipici ravioli ripieni di ricotta e menta) e un buon bicchiere di Cannonau, migliaia di persone si affollano nelle strade per celebrare il corteo danzante; un’occasione di grande festa e al contempo un segno di grande fede.

Se Ferragosto è, nella cultura popolare, associato prevalentemente all’Ascensione della Vergine, in verità tale ricorrenza nasconde però anche un lato più oscuro e macabro, tanto che alcuni la associano a una maledizione: è infatti credenza diffusa, in regioni come Campania, Puglia e Sicilia, che, durante il suo viaggio verso il cielo, la Vergine sia solita a portare con sé qualche anima, Allu Ferragosto l’Assunta ne vole uno pe’ idda (A Ferragosto l’Assunta ne vuole un po’ per sé) sottolinea un detto Pugliese.

La leggenda di Sofia e Giuseppe, amanti sfortunati

Tale credenza pare derivi dalla storia di due giovani sventurati, Sofia e Giuseppe, innamorati e novelli sposi, i quali durante una nuotata si spinsero fino al canale d’Otranto, dove vennero improvvisamente travolti da un’onda. Il giovane Giuseppe fu l’unico a salvarsi; per anni non entrò più in acqua, ma nel giorno dell’Assunta era solito recarsi lungo la riva per rivolgere una preghiera alla sua Sofia. Un anno, a Ferragosto, un’onda anomala e imprevista si abbatté anche sul povero Giuseppe, proprio durante la preghiera al suo amore perduto. Per questo, secondo la leggenda a Ferragosto il mare sarebbe infestato da spiriti maligni che aspetterebbero gli ignari bagnanti per portali negli abissi.

Quando Ferragosto cominciò a festeggiarsi fuori città

Al netto di leggende e fiabe di cui si nutre la storia presunta, la storia sociale del Ferragosto ci racconta che il vero rito di passaggio da festa urbana a gita fuori porta si è giocato a partire dagli anni Trenta del Novecento. Se nell’antica Roma le piazze e le strade della città erano il centro pulsante dei festeggiamenti ferragostani, nel periodo del ventennio fascista – durante il quale il regime istituì dei treni a prezzi ridottissimi per permettere a tutti di andare in vacanza – le città, infatti, iniziarono progressivamente a svuotarsi, lasciando spazio alle architetture e ai miraggi propri dell’alta temperatura estiva. Con le parole di Daria Menicanti, poetessa emiliana del ‘900: Sotto il sole d’agosto la città / per pochi superstiti improvvisa / tali eleganze, tali allucinazioni; quasi che le città, liberatesi finalmente dai propri cittadini il 15 agosto, possano finalmente rivelare, a chi è rimasto, il proprio intimo e autentico racconto.

Ferragosto nella storia del cinema

La sua essenza coacerva di fascino e contraddizioni, pone il Ferragosto come immaginario che ha spesso rappresentato un potente stimolo evocativo riproposto dal nostro cinema dal dopoguerra fino a oggi. È stato infatti input perfetto per l’inizio di epocali avventure tutte all’italiana come quella vissuta dal protagonista de “Il sorpasso” di Dino Risi (1963), interpretato dalla strana coppia composta da Vittorio Gassman e Jean Louis Trintignant. Abbiamo poi il cinema di chi ha voluto raccontare, l’altra faccia dell’avventura ferragostana, un viaggio più intimo e riflessivo stimolato invece dal deserto urbano che caratterizza le nostre città a Ferragosto: è il caso di Carlo Verdone in “Un sacco bello” (1980) e Nanni Moretti in “Caro Diario” (1993); due personalissimi omaggi dei registi alla loro Roma deserta, libera da macchine e persone che, come messa in pausa, ritorna a respirare e a parlare una lingua diversa, spesso soffocata nella sua bellezza dal traffico e dal caos.

Tra leggenda e realtà, tradizioni e fiction, città e fuga verso mete lontane, Ferragosto è probabilmente la più poliedrica tra le tante festività: capace di rapirci, sorprenderci, avvolgendoci il corpo e la mente nella sua calura, in un viaggio attraverso la sua particolare magia. Forse, in tutto l’anno, il giorno più in grado di offrirci opportunità per scoprire luoghi che non conosciamo, e altri che pensiamo di conoscere.

Citando un altro film parte del culto ferragostano – firmato da Luigi Comencini, Nanni Loy e Luigi Magni – verrebbe proprio da dire: il Giorno delle Strane Occasioni.

Nella foto di Massimo Virgilio, i Faraglioni di Torre Sant’Andrea a Otranto